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Lo statuto

 

BANCA CARIM – Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A.

STATUTO

Approvato con Decreto del Ministro del Tesoro

8 luglio 1992 n. 435924

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

18 marzo 1993

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

5 giugno 1993

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

27 aprile 1994

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

18 novembre 1998,

atto Notaio Tabacchi di Rimini, Rep. N. 33101/8356,

omologato dal Tribunale di Rimini il 24 dicembre 1998 al n. 3407, iscritto al

  1. 13899 del Registro delle Imprese di Rimini in data 25 gennaio 1999

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

27 aprile 2001,

atto Notaio Colucci di Riccione, Rep. N. 54811/7355,

iscritto al n. 13899 del Registro delle Imprese di Rimini in data 16 maggio 2001

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

26 giugno 2004,

atto Notaio Mario Tabacchi di Rimini, Rep. N. 41476/13058

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 21 luglio 2004.

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

28 aprile 2006

atto Notaio Mario Tabacchi di Rimini, Rep. N. 43962/14601

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 15 maggio 2006.

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

29 giugno 2009

atto Notaio Mario Tabacchi di Rimini, Rep. N. 47222/16938

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 2 luglio 2009.

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

29 aprile 2010

atto Notaio Mario Tabacchi di Rimini, Rep. N. 47986/17490

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 21 maggio 2010,

con attestazione ex art. 2444 C.C. iscritta al

Registro delle Imprese di Rimini in data 14/02/2011.

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

29 gennaio 2012

atto Notaio Mario Tabacchi di Rimini del 31/01/2012, Rep. N. 49407/18481

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 2 febbraio 2012,

con attestazione ex art. 2444 C.C. iscritta al

Registro delle Imprese di Rimini in data 24/05/2012.

modificato con l’approvazione del Progetto di Fusione per Incorporazione di

Eticredito – Banca Etica Adriatica SpA

dall’Assemblea Straordinaria del 25 luglio 2013

atto Notaio Mario Tabacchi di Rimini del 06/8/2013, Rep. N. 50132/18798

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 8 agosto 2013

cui è seguito Atto di Fusione per Incorporazione

in data 1° ottobre 2013

Notaio rogante Dott. Mario Tabacchi di Rimini, Rep. n. 50151/18809

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 4 ottobre 2013,

ma con effetto dalle ore 24,00 del giorno 11 ottobre 2013

con attestazione ex art. 2444 C.C. iscritta al

Registro delle Imprese di Rimini in data 05/12/2013.

modificato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione del

12 novembre 2013

atto Notaio Mario Tabacchi di Rimini del 12 novembre 2013,

Rep. N. 50180/18826

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 19 novembre 2013.

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

24 febbraio 2015

atto Notaio Mario Tabacchi di Rimini del 9 marzo 2015

 Rep. N. 50453/18933

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 12 marzo 2015

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

28 aprile 2015

atto Notaio Mario Tabacchi di Rimini del 20 maggio 2015

Rep. N. 50482/18951

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 26 maggio 2015

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

29 marzo 2016

Atto Notaio Cristina Scozzoli di Forlì del 5 aprile 2016

Rep. N. 22779/13648

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 14 aprile 2016

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

18 aprile 2016

Atto Notaio Avv. Marco Maltoni di Forlì del 2 maggio 2016

Rep. N. 28772/18800

iscritto al Registro delle Imprese di Rimini in data 10 maggio 2016

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

28 giugno 2017

Atto Notaio Avv. Marco Maltoni di Forlì dell’11 luglio 2017

Rep. N. 31032/20448

Iscritto al Registro delle Imprese della CCIAA della Romagna, Forlì-Cesena e Rimini in data 2 agosto 2017

modificato con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria

18 settembre 2017

Atto Notaio Avv. Marco Maltoni di Forlì del 18 settembre 2017

Rep. N. 31289/20630

Iscritto al Registro delle Imprese della CCIAA della Romagna, Forlì-Cesena e Rimini in data 26 settembre 2017

modificato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione del

28 settembre 2017

Atto Notaio Avv. Marco Maltoni di Forlì del 28 settembre 2017

Rep. N. 31373/20697

Iscritto al Registro delle Imprese della CCIAA della Romagna, Forlì-Cesena e Rimini in data 1 dicembre 2017

con attestazione ex art. 2444 C.C. iscritta al

Registro delle Imprese della CCIAA della Romagna, Forlì-Cesena e Rimini

in data  27 dicembre 2017.

 

TITOLO I

 

COSTITUZIONE SEDE E DURATA DELLA SOCIETA’

 

Art. 1

 

La "BANCA CARIM – Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A.", di seguito chiamata anche "Società", è una società per azioni costituita ai sensi della legge 30/07/1990 n. 218 e del Decreto Legislativo 20/11/1990 n. 356, mediante conferimento dell'azienda bancaria da parte dell'ente Cassa di Risparmio di Rimini costituita con R.D. 27/3/1861.

La Società continua il rapporto con il territorio già svolto dalla conferente Cassa di Risparmio di Rimini, per cui la Società stessa potrà favorire l'ingresso nella compagine sociale di propri dipendenti e depositanti nonché di soggetti pubblici e privati appartenenti alle categorie economiche operanti nel territorio.

 

Art. 2

 

La Società ha sede legale in Rimini, Piazza Ferrari n. 15.

La Società potrà, con l'osservanza delle disposizioni vigenti, istituire e sopprimere dipendenze e rappresentanze in Italia e all'estero.

 

Art. 3

 

La durata della Società è fissata al 31 dicembre 2050 e potrà essere prorogata per deliberazione dell’Assemblea straordinaria dei Soci.

 

TITOLO II

  

OGGETTO ED OPERAZIONI DELLA SOCIETA’

 

Art. 4

La Società ha per oggetto la raccolta del risparmio, l'esercizio del credito nelle sue varie forme e ogni altra attività finanziaria consentita dalla legge.

A tal fine essa, con l'osservanza delle disposizioni vigenti, può compiere tutte le operazioni ed i servizi bancari e finanziari, nonché ogni altra operazione strumentale o comunque connessa allo scopo sociale.

La Società può emettere obbligazioni e altri strumenti finanziari conformemente alle vigenti disposizioni normative.

La Società può altresì assumere e gestire partecipazioni, anche di maggioranza, in altre società esercenti attività bancaria, finanziaria o comunque ogni altra attività consentita, nei limiti e con le modalità previste dalla legge e con l’osservanza delle disposizioni di vigilanza regolamentare.

Nella osservanza dei principi del merito creditizio e della economicità della relazione, la Società presterà attenzione al sostegno con il credito delle attività di promozione umana, sociale ed economica, anche mediante il sostegno finanziario ad organizzazioni non profit, nonché agli investimenti in attività rivolte alla tutela, alla salvaguardia ed alla promozione delle risorse naturali ed ambientali, ed ai finanziamenti, realizzati anche attraverso il microcredito, nei confronti di quanti potrebbero avere difficoltà di accesso al credito.

Nell’ambito, in correlazione e a sostegno all’attività tipica sopra descritta, la Società potrà altresì compiere operazioni ed interventi di carattere sociale e culturale attraverso finanziamenti destinati a scopi specifici e contributi ad iniziative pubbliche e private.

 

TITOLO III

 

CAPITALE SOCIALE E AZIONI

 

Art. 5

Il capitale sociale è di Euro 172.530.179,00 (cento-settantaduemilionicinquecentotrentamilacentosettantanove virgola zero zero) ed è rappresentato da n. 1.049.229.109 azioni ordinarie prive dell’indicazione del valore nominale.

Con deliberazione dell’Assemblea straordinaria la Società può conferire delega al Consiglio di Amministrazione per l’esercizio delle facoltà previste dagli articoli 2443 e 2420-ter del codice civile.

Il capitale può essere aumentato anche con conferimenti di crediti e di beni in natura.

In caso di aumento del capitale sociale, trovano applicazione le disposizioni di cui all’art. 2441 del Codice Civile.

Le azioni sono nominative ed indivisibili e conferiscono ai rispettivi titolari eguali diritti in conformità alla legge.

E’ precluso al Socio il diritto di recedere dalla Società, salvo i casi per i quali la legge inderogabilmente ne prevede la facoltà di esercizio.

L’Assemblea riunitasi in sede straordinaria in data 18 settembre 2017 ha deliberato ai sensi dell’art. 2443 del Codice Civile:

(i) di delegare al Consiglio di Amministrazione la facoltà di aumentare il capitale sociale, in una o più volte e anche in via scindibile, entro 12 mesi dalla data di detta Assemblea, per un ammontare massimo, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, di euro 250.000.000,00 (euro duecentocinquantamilioni/00), a pagamento o gratuitamente (mediante emissione di c.d. bonus share) mediante l’emissione di azioni ordinarie, anche con esclusione o limitazione, in tutto o in parte, del diritto di opzione ai sensi del comma 5 dell’art. 2441 del Codice Civile;

(ii) di conferire al Consiglio di Amministrazione, ai fini dell’esercizio della delega di cui sopra, ogni potere per:

a. fissare, per ogni singola tranche, il numero, il prezzo unitario di emissione (comprensivo dell’eventuale sovrapprezzo) e il godimento delle azioni ordinarie, nonché, ove applicabili, le condizioni per l’assegnazione gratuita delle cd. bonus shares, nei limiti di cui all’art. 2438 e al comma quinto dell’art. 2436 del Codice Civile;

b. stabilire il termine per la sottoscrizione delle azioni ordinarie della Società;

c. dare esecuzione alle deleghe e ai poteri di cui sopra, ivi inclusi a mero titolo esemplificativo, quelli necessari per apportare le conseguenti e necessarie modifiche allo Statuto di volta in volta necessarie.

Le deliberazioni adottate dal Consiglio di Amministrazione in esecuzione delle deleghe che precedono, per quanto riguarda la determinazione del prezzo di emissione (incluso il sovrapprezzo) delle nuove azioni ordinarie, saranno adottate nel rispetto di quanto previsto dall'art. 2441, comma 6, cod. civ. e, quindi, tenendo conto della effettiva situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Banca, dell’andamento reddituale, della condizione aziendale di fabbisogno patrimoniale, del valore economico effettivo dell’azienda (ossia del valore corrente del capitale economico della Banca, che potrebbe essere anche significativamente inferiore al valore del patrimonio netto contabile), della sussistenza dei requisiti di continuità aziendale, nonché dei prezzi in linea con le prassi adottate per analoghe operazioni realizzate sul mercato.

I soggetti cui potrà essere riservato l’aumento di capitale ai sensi del 5° comma dell’art. 2441 del Codice Civile saranno individuati dal Consiglio di Amministrazione, al momento dell’esercizio della delega, tra gli investitori di medio-lungo periodo, gli investitori istituzionali, gli enti preposti alla tutela dei depositanti e/o al sostegno di istituti bancari in difficoltà.

L’Assemblea riunitasi in sede straordinaria in data 18 settembre 2017 ha deliberato di autorizzare il Consiglio di Amministrazione ad emettere, in una o più volte, entro 12 mesi dalla data di detta Assemblea, strumenti aggiuntivi di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1), sia soggetti sia – ove possa occorrere – non soggetti a conversione in strumenti del capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1), fino ad un ammontare massimo pari a nominali Euro 80.000.000,00 (euro ottantamilioni/00), nel rispetto delle condizioni previste dalla disciplina primaria e secondaria vigente al momento dell’emissione di tali strumenti.

La presente delega comprende anche la delega al corrispondente aumento del capitale sociale in relazione ai soli strumenti soggetti a conversione, ai sensi dell’art. 2420 ter cc., fino all’ammontare complessivo di euro 80.000.000,00 (euro ottantamilioni/00). In ogni caso, la somma dell’aumento del capitale sociale a servizio della conversione e di eventuali ulteriori aumenti di capitale, di cui al presente art. 5 comma 7, non potrà essere superiore all’importo di euro 250.000.000,00 di cui allo stesso comma 7.

Gli strumenti aggiuntivi di classe 1 soggetti a conversione potranno essere offerti, con esclusione del diritto di opzione, ai sensi dell’art. 2441, comma 5, c.c., a favore di soggetti individuati dal Consiglio di Amministrazione tra le seguenti categorie: investitori istituzionali, enti preposti alla tutela dei depositanti e/o al sostegno di istituti bancari in difficoltà.

Il prezzo di emissione e il saggio degli interessi saranno determinati dal Consiglio di Amministrazione tenendo conto delle esigenze di patrimonializzazione della Banca al momento dell’emissione stessa.

È data al Consiglio di Amministrazione ogni più ampia facoltà di determinare, nel quadro della disciplina vigente, le modalità, i termini e le condizioni di emissione (ivi incluso, ma non limitatamente a, il prezzo di sottoscrizione, la durata, le modalità di conversione e rimborso, il rapporto di conversione e gli eventi in presenza dei quali il rapporto di conversione dev’essere oggetto di aggiustamento) tenuto conto delle condizioni di fabbisogno patrimoniale e del valore economico effettivo dell’azienda. In particolare, per quanto riguarda la determinazione del prezzo di emissione (incluso il sovrapprezzo) delle nuove azioni ordinarie di compendio, a servizio del rapporto di conversione, le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione saranno adottate nel rispetto di quanto disposto dall'art. 2441, comma 6, cod. civ. e, quindi, tenendo conto del fatto che la conversione avverrà per effetto del venir meno di presupposti determinati di patrimonializzazione della Banca, come previsto dalla vigente disciplina primaria e secondaria, della effettiva situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Banca, dell’andamento reddituale, della condizione aziendale di fabbisogno patrimoniale, del valore economico effettivo dell’azienda (ossia del valore corrente del capitale economico della Banca, che potrebbe essere anche significativamente inferiore al valore del patrimonio netto contabile), della sussistenza dei requisiti di continuità aziendale, nonché dei prezzi in linea con le prassi adottate per analoghe operazioni realizzate sul mercato.

In esecuzione della delega dell’Assemblea Straordinaria di cui ai commi 7, 8 e 9 del presente articolo, in data 28 settembre 2017, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato:

- di aumentare il capitale sociale per complessivi massimi Euro 194.000.000,00 (centonovantaquattromilioni/00) comprensivi di sovrapprezzo da attuarsi mediante emissione di massime n. 1.000.000.000= (unmiliardo) azioni ordinarie, senza valore nominale, aventi le medesime caratteristiche delle azioni già emesse, ad un prezzo di emissione di Euro 0,194 (zerovirgolacentonovantaquattro/00) per ogni singola azione, da imputarsi per Euro 0,01 (zero virgola zero uno) a capitale e per la differenza a sovrapprezzo;

- di stabilire che l'aumento di capitale è scindibile;

- di escludere il diritto di opzione dei soci;

- di riservare l'aumento di capitale allo Schema Volontario del Fondo Interbancario Tutela Depositi - FITD;

- di fissare il termine finale dell'aumento di capitale alla data del 31 marzo 2018.

 

TITOLO IV

 

ASSEMBLEA

 

Art. 6

 

L'Assemblea ordinaria è convocata quando è disposto dalla legge ed almeno una volta all'anno entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio per la trattazione degli argomenti di cui agli art. 2364 e 2380-bis, comma 4, del Codice Civile.

L’Assemblea, in sede ordinaria e straordinaria, si svolge di regola in unica convocazione e delibera sulle materie ad essa attribuite dalla legge e dal presente Statuto.

L’Assemblea ordinaria, in conformità a quanto previsto dalla normativa per tempo vigente:

1) stabilisce i compensi spettanti agli Organi dalla stessa nominati, inclusa l’eventuale medaglia di presenza;

in particolare stabilisce:

· per i componenti del Consiglio di Amministrazione, il compenso del Presidente, del Vice Presidente e dei Consiglieri ovvero il compenso complessivo da ripartirsi fra i singoli componenti, secondo le determinazioni del medesimo Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 2389 del Codice Civile;

· per i componenti il Collegio Sindacale il compenso del Presidente e dei Sindaci Effettivi, oltre, eventualmente, a quanto ad essi riconosciuto a titolo specifico per le funzioni di organismo di vigilanza ai sensi del d.lgs n. 231/2001;

2) approva le politiche di remunerazione e incentivazione a favore dei componenti il Consiglio di Amministrazione, dei componenti il Collegio Sindacale, dei dipendenti e dei collaboratori non legati alla Società da rapporti di lavoro subordinato;

3) approva i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari;

4) approva i criteri per la determinazione del compenso da accordare in caso di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata dalla carica, ivi compresi i limiti fissati a detto compenso in termini di annualità della remunerazione fissa e l’ammontare massimo che deriva dalla loro applicazione;

5) conferisce l’incarico di revisione legale dei conti ad una Società di Revisione in possesso dei requisiti di legge, su proposta motivata del Collegio Sindacale e determina il corrispettivo per l’intera durata dell’incarico e gli eventuali criteri per l’adeguamento di tale corrispettivo durante l’incarico.

La scelta della Società di Revisione deve essere effettuata valutandone accuratamente la professionalità e l’esperienza affinché tali requisiti siano adeguati alle dimensioni e alla complessità operativa della Società.

 

Art. 7

 

L'Assemblea è convocata, anche fuori dalla sede della Società purché in Italia, dal Consiglio di Amministrazione ogni qualvolta questi lo ritenga necessario ed opportuno ovvero su richiesta del Collegio Sindacale, ai sensi dell’art. 2406 del Codice Civile, o di tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale sociale, mediante avviso da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana o sul quotidiano “Il Resto del Carlino” con l’osservanza delle norme di legge e regolamentari tempo per tempo vigenti.

 

Art. 8

 

Il diritto di intervento del Socio in Assemblea è regolato dalla legge.

Possono partecipare all’Assemblea con diritto di voto i Soci che dimostrino la loro legittimazione attraverso il deposito, almeno due giorni prima della data dell’Assemblea, della comunicazione prevista dalla normativa vigente.

Il Socio può farsi rappresentare da altro Socio, avente diritto al voto, mediante delega scritta compilata con l’osservanza della normativa per tempo vigente e degli eventuali regolamenti disciplinanti lo svolgimento dell’Assemblea.

Nessun Socio può farsi rappresentare da più di un Socio.

Per quanto non previsto valgono le disposizioni dell'art. 2372 del Codice Civile.

Ogni azione dà diritto ad un voto.

 

Art. 9

 

Per la validità della costituzione dell'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, come pure per la validità delle relative deliberazioni, vale il disposto di legge.

 

Art. 10

 

L'Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in sua assenza o impedimento, da chi ne fa le veci ai sensi dell’art. 13 del presente Statuto. In assenza anche di questi l'Assemblea elegge il proprio Presidente.

Alle riunioni dell’Assemblea assiste il Direttore Generale.

Tutte le deliberazioni, comprese quelle di elezione alle cariche sociali, vengono assunte mediante voto palese.

L’Assemblea provvede a nominare, su indicazione del Presidente dell’Assemblea, il Segretario e, quando occorre, due scrutatori.

Nei casi di legge, o quando ciò è ritenuto opportuno dal Presidente dell'Assemblea, il verbale è redatto da un Notaio designato dallo stesso Presidente; in tal caso non si rende necessaria la nomina del Segretario.

Spetta al Presidente dell'Assemblea constatare la regolare costituzione, accertare il diritto dei Soci ad intervenire all'Assemblea, dirigere e regolare la discussione, stabilire le modalità di votazione.

Il verbale dell'Assemblea è sottoscritto dal Presidente dell’Assemblea, dal Segretario o da un Notaio e deve essere messo a disposizione dei Soci che ne facessero richiesta non oltre il trentesimo giorno dalla data della riunione.

 

TITOLO V

  

AMMINISTRAZIONE

 

 Art. 11

 

L’amministrazione della Società è affidata, secondo il sistema tradizionale, ad un Consiglio composto, nel numero determinato dall’Assemblea all’atto della nomina, da sette a nove membri, compresi il Presidente e un Vice Presidente.

I componenti del Consiglio di Amministrazione devono possedere i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza disposti dalla disciplina legale e regolamentare.

Almeno tre componenti del Consiglio di Amministrazione non esecutivi devono essere in possesso dei requisiti di indipendenza, come definiti dal Codice di Autodisciplina delle società quotate emanato da Borsa Italiana SpA, di tempo in tempo vigente.

Il possesso del requisito di indipendenza è verificato dal Consiglio di Amministrazione, secondo i criteri definiti dal citato Codice e recepiti nell’apposito Regolamento interno approvato dal Consiglio medesimo.

Gli Amministratori devono altresì rispondere al quadro dei requisiti quali-quantitativi previsti dalle disposizioni di vigilanza quali recepiti da regolamenti o delibere degli Organi sociali.

Gli Amministratori durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili. Il loro mandato scade alla data di approvazione da parte dell’Assemblea del Bilancio relativo all’ultimo esercizio del loro incarico.

Qualora per rinuncia o per qualsiasi altra causa, venga a cessare la maggioranza meno uno dei componenti, decade l'intero Consiglio di Amministrazione con effetto dalla sua ricostituzione, che l'Assemblea è tenuta ad effettuare non oltre trenta giorni dal verificarsi della cessazione che ha comportato la decadenza.

Dal momento del verificarsi della causa di decadenza dell'intero Consiglio di Amministrazione e sino alla sua ricostituzione gli Amministratori possono compiere unicamente gli atti di ordinaria amministrazione e quelli necessari per la stabilità della Società e l’osservanza delle disposizioni di legge o di vigilanza.

L’elezione dei componenti il Consiglio di Amministrazione avviene sulla base di liste secondo il seguente procedimento:

a) ciascuna lista deve contenere, in ordine progressivo di preferenze, i nomi dei candidati proposti in numero massimo pari a quello previsto dallo Statuto;

b) ciascuna lista deve contenere almeno tre candidati, specificatamente indicati, in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dalla legge o dallo Statuto;

c) ciascuna lista deve essere presentata da tanti Soci che rappresentino almeno il 2% del capitale avente diritto di voto;

d) le liste sottoscritte da un numero non sufficiente di presentatori non sono ammesse al voto dell’Assemblea;

e) le liste devono essere depositate presso la sede della Società almeno sette giorni prima di quello fissato per l’Assemblea, da non computarsi nel termine;

f) ciascun Socio può presentare e votare per una sola lista;

g) ogni candidato a Consigliere non può figurare in più di una lista, né figurare come candidato in una lista per l’elezione del Collegio Sindacale. In caso contrario la candidatura non ha effetto;

h) le liste presentate senza l’osservanza delle prescrizioni di cui sopra saranno considerate come non ammesse;

i) nel caso di presentazione e ammissione di più liste, dalla lista che ha ottenuto la maggioranza dei voti espressi dai Soci intervenuti sono nominati, secondo l’ordine progressivo con il quale sono elencati nella lista stessa (fatto salvo quanto previsto al comma successivo), tanti Amministratori pari al numero degli Amministratori preventivamente determinato dall’Assemblea, diminuito di due;

j) i restanti due Amministratori sono nominati, secondo l’ordine progressivo con il quale sono elencati (fatto salvo quanto previsto al comma successivo), dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti tra le restanti liste ammesse al voto.

L’ordine di preferenza indicato nelle liste sarà rispettato nei limiti della necessaria designazione di due soli amministratori indipendenti tratti dalla lista che ha ottenuto la maggioranza dei voti, e di un solo amministratore indipendente tratto dalla lista che ha ottenuto il maggior numero dei voti tra le restanti liste ammesse al voto.

Nell’ipotesi che più liste abbiano ottenuto lo stesso numero di voti, si procede ad una nuova votazione di ballottaggio tra tali liste, risultando eletti i candidati della lista che avrà ottenuto la maggioranza semplice dei voti.

In ipotesi di presentazione o di ammissione di una sola lista tutti gli Amministratori da eleggere sono nominati da questa, qualora abbia ottenuto la maggioranza dei consensi.

Ciascuna lista, a pena di inammissibilità, deve essere accompagnata da:

a) adeguati e chiari curricula, da pubblicarsi nelle forme più opportune individuate dal Consiglio di Amministrazione in scadenza, contenenti le caratteristiche professionali dei singoli candidati, insieme con le dichiarazioni con le quali i singoli candidati, sotto la propria responsabilità:

· attestano l’inesistenza di cause di incompatibilità e ineleggibilità;

· attestano l’esistenza dei requisiti disposti dalla disciplina di legge e regolamentare;

· indicano l’eventuale idoneità a qualificarsi come indipendenti, ai sensi del terzo comma del presente articolo;

· segnalano gli incarichi eventualmente ricoperti in altri organismi;

· dichiarano disponibilità di tempo adeguata per l’espletamento della funzione;

b) le dichiarazioni dei soggetti legittimati che presentano la lista o che concorrono a presentare la lista, diversi da quelli che detengono anche congiuntamente una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestanti l’assenza di rapporti di collegamento con costoro previsti dalle disposizioni legislative o regolamentari vigenti per la elezione degli amministratori di società quotate o, in mancanza, per la elezione dei sindaci delle stesse.

Il Consiglio di Amministrazione procede alla verifica, in capo agli Esponenti Aziendali, circa la sussistenza e la permanenza dei requisiti stabiliti dalla disciplina di legge e regolamentare del presente Statuto, nonché la presenza di eventuali cause di ineleggibilità o decadenza con le modalità e nei termini previsti dalla normativa per tempo vigente.

La Presidenza e la Vice Presidenza del Consiglio di Amministrazione spettano alle persone indicate al primo e al secondo posto della lista che ha ottenuto il maggior numero di voti. In mancanza sono designati dall’Assemblea.

Nel caso in cui, per qualsiasi motivo, non venga presentata o non venga ammessa alcuna lista nel termine di cui sopra o le liste ammesse non consentano per qualsiasi ragione la nomina integrale del Consiglio di Amministrazione, l’Assemblea provvede alla nomina degli Amministratori necessari con delibera assunta a maggioranza dei votanti sulla base di candidature proposte dai Soci nella stessa Assemblea secondo le disposizioni di legge, di Statuto o di Regolamento vigenti. In tale ipotesi, in caso di parità di voti si intende eletto il candidato più anziano di età.

Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più Amministratori, gli Amministratori rimasti in carica provvedono a sostituirli con propria delibera, scegliendo, ove possibile, tra i candidati non eletti della lista di appartenenza dell’Amministratore che sia venuto a cessare secondo l’ordine progressivo di inserimento nella lista, fatto salvo quanto previsto dal presente art. 11 (comma 10).

 

L’Amministratore così nominato resta in carica sino alla successiva Assemblea che procede alla sua conferma o sostituzione con delibera a maggioranza del capitale sociale presente in Assemblea senza voto di lista.

Ove venga a cessare il Presidente e/o il Vice Presidente, anche per rinuncia alla sola carica, il Consiglio di Amministrazione, provveduto alla cooptazione eventualmente necessaria nei modi stabiliti nel comma precedente, provvede alla istituzione della carica con deliberazione presa a maggioranza assoluta dei suoi componenti, scegliendo, ove possibile, tra gli Amministratori eletti (originariamente ovvero a seguito di cooptazione) nella lista di appartenenza del Presidente e/o Vice Presidente che siano venuti a cessare.

 

Art. 12

 

Il Presidente ha compiti di impulso e di coordinamento generale dell’attività del Consiglio di Amministrazione e promuove l’effettivo funzionamento del sistema di governo societario, favorendo la dialettica interna e garantendo l’equilibrio dei poteri e il raccordo informativo rispetto agli eventuali soggetti delegati; si pone come interlocutore degli organi interni di controllo e dei comitati interni.

Il Presidente presiede l’Assemblea, convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione, del quale fissa l’ordine del giorno e coordina i lavori, provvedendo affinché adeguate informazioni sugli argomenti in discussione siano fornite a tutti i Consiglieri ed ai Sindaci.

Il Presidente sovrintende alle relazioni esterne ed istituzionali e cura i rapporti con i Soci, riferendo al Consiglio di Amministrazione.

 

Art. 13

 

Nel caso di assenza o impedimento del Presidente del Consiglio di Amministrazione, le funzioni vengono assolte dal Vice Presidente o, in caso di assenza o impedimento anche di questi, dall’Amministratore più anziano nella carica o, in caso di pari anzianità di carica, dal più anziano d’età.

La sottoscrizione di atti e documenti della Società da parte del sostituto attesta l’assenza o l’impedimento del soggetto in carica.

 

Art. 14

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce nella sede della Società o altrove purché nel territorio dello Stato Italiano.

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce in via ordinaria di massima una volta al mese e ogni volta che se ne presenti la necessità o che ne venga fatta richiesta da almeno un terzo dei Consiglieri o dal Collegio Sindacale.

La convocazione del Consiglio di Amministrazione è fatta a cura del Presidente, o da chi ne fa le veci, tramite comunicazione scritta da inviarsi con lettera raccomandata, telegramma, telefax o messaggio di posta elettronica, almeno tre giorni prima di quello stabilito per l'adunanza.

Nei casi di urgenza la convocazione può essere fatta con telegramma, telefax o messaggio di posta elettronica da spedire almeno il giorno prima di quello fissato per l'adunanza.

Tali comunicazioni devono espressamente indicare gli argomenti sui quali il Consiglio di Amministrazione è chiamato a deliberare.

E’ ammessa la possibilità che le adunanze si tengano per audio e video conferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati da ciascuno di essi e sia loro consentito di seguire la discussione e di intervenire tempestivamente alla trattazione degli argomenti affrontati.

Verificandosi tali presupposti, l’adunanza si considera tenuta nel luogo in cui si trovano il Presidente e il Segretario.

Alle riunioni interviene, in via ordinaria, il Direttore Generale con funzioni consultive e propositive, fatta salva la facoltà del Consiglio di Amministrazione, per particolari motivi, di riunirsi o proseguire la riunione senza la sua presenza.

Il Consiglio di Amministrazione nomina, anche fra i dirigenti della Società, il Segretario ed eventualmente il suo sostituto.

Il Segretario, o il suo sostituto, cura la redazione e la conservazione del verbale di ciascuna adunanza che dovrà essere sottoscritto da chi presiede e dal Segretario stesso.

Nel caso il Consiglio di Amministrazione si riunisca senza la presenza del Segretario tale funzione viene assunta dal Direttore Generale.

Nel caso la riunione del Consiglio di Amministrazione si svolga senza la presenza del Direttore Generale e del Segretario, le funzioni di quest’ultimo vengono assunte dall’Amministratore all’uopo incaricato dal Presidente.

 

Art. 15

 

Per la validità delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione è necessaria la presenza della maggioranza degli Amministratori in carica.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti degli intervenuti.

A parità di voti, prevale il voto del Presidente.

 

Art. 16

 

Il Consiglio di Amministrazione è investito di tutti i poteri per l'ordinaria e straordinaria amministrazione della Società salvo quanto per legge e per Statuto è espressamente riservato all'Assemblea.

Ferme le attribuzioni non delegabili a norma di legge e delle disposizioni regolamentari e di vigilanza, sono riservate all'esclusiva competenza del Consiglio di Amministrazione:

- la determinazione dell’assetto complessivo di governo della Società e degli indirizzi generali di gestione;

- le decisioni concernenti le linee e le operazioni strategiche e i piani industriali e finanziari;

- la definizione e la valutazione dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e della relativa rendicontazione;

- la determinazione degli orientamenti strategici e della politica di gestione e controllo dei rischi e la valutazione della funzionalità e efficienza del sistema dei controlli interni;

- l’approvazione della politica aziendale in materia di esternalizzazioni;

- la definizione del modello organizzativo ex d.lgs. 231/2001;

- la definizione dei processi interni e delle relative responsabilità in materia di antiriciclaggio;

- la supervisione del processo di informazione al pubblico e di comunicazione della Società;

- l’approvazione dei contratti collettivi ed aziendali e degli accordi normativi in materia di personale;

- la designazione, ove richiesta, di amministratori e sindaci in società ed enti partecipati;

- l'approvazione e la modifica dei regolamenti interni per quanto concerne la struttura organizzativa generale ed i criteri di massima sulla operatività della Società;

- la nomina e la revoca del Direttore Generale e, su proposta di quest’ultimo, l’eventuale nomina e revoca del Vice Direttore Generale;

- la nomina e la revoca dei Responsabili delle funzioni aziendali di controllo, sentito il Collegio Sindacale;

- la nomina, la revoca nonché ogni altro provvedimento relativo al personale della categoria dei Dirigenti, su proposta del Direttore Generale;

- l’istituzione, chiusura, trasferimento di dipendenze in genere e rappresentanze;

- l’assunzione e cessione di partecipazioni di valore di transazione pari almeno all’1% dei fondi propri, come definiti dalla normativa di vigilanza, a quel momento;

- la definizione dei criteri per l'acquisto e la vendita di azioni proprie;

- l’acquisto, la vendita e la locazione ultranovennale di immobili.

Al Consiglio di Amministrazione spetta, nel rispetto delle disposizioni di legge e del presente Statuto, la facoltà di delegare sue attribuzioni ad un Comitato Esecutivo, determinandone i poteri, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega.

Il Consiglio di Amministrazione può delegare, nei limiti previsti dal presente Statuto e dalla legge, poteri al Direttore Generale, ai dirigenti, ad altri dipendenti della Società determinandone le modalità di esercizio, compresa la facoltà di eventuale sub-delega.

In materia di erogazione del credito e di gestione corrente, poteri possono essere altresì delegati al Direttore Generale, a dirigenti e quadri direttivi, singolarmente o riuniti in Comitati, nonché ai preposti alle dipendenze o ad altri dipendenti, entro limiti di importo determinati.

Le decisioni assunte dai destinatari di deleghe devono essere portate a conoscenza del Consiglio di Amministrazione secondo le modalità dallo stesso fissate. In ogni caso, i destinatari di deleghe informano il Consiglio di Amministrazione circa l’attività svolta almeno ogni trimestre e comunque in conformità alla normativa per tempo vigente.

In casi urgenti il Presidente potrà assumere, su proposta del Direttore Generale, decisioni di competenza del Consiglio di Amministrazione.

Delle decisioni così assunte deve essere data comunicazione al Consiglio di Amministrazione in occasione della sua prima riunione.

Il Consiglio di Amministrazione costituisce i Comitati come previsti dalle Disposizioni di Vigilanza. Può inoltre costituire speciali Comitati, con funzioni consultive, istruttorie e di controllo, composti anche da suoi membri.

Il Consiglio di Amministrazione assume le deliberazioni concernenti:

- gli adeguamenti del presente Statuto a disposizioni normative;

- la fusione per incorporazione di società nei casi previsti dagli art. 2505 e 2505-bis del Codice Civile;

- la scissione di società nei casi previsti dall’art. 2506-ter del Codice Civile;

- la riduzione del capitale in caso di recesso del Socio;

- l’indicazione di quali Amministratori, oltre quelli indicati nel presente Statuto, hanno la rappresentanza della Società.

Il Consiglio di Amministrazione assicura adeguata informativa all’Assemblea sull’attuazione delle politiche di remunerazione.

 

Art. 17

 

Il Comitato Esecutivo è formato da tre a cinque componenti il Consiglio di Amministrazione nominati ogni anno dal Consiglio stesso dopo l’Assemblea ordinaria dei Soci che approva il Bilancio.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione non può essere membro del Comitato Esecutivo ma può partecipare alle riunioni dello stesso senza diritto di voto.

Il Comitato Esecutivo sceglie tra i suoi membri il Presidente e il Vice Presidente se questi non sono nominati dal Consiglio di Amministrazione.

Il Direttore Generale assiste con funzione consultiva e propositiva.

Il Comitato Esecutivo è convocato dal Presidente del Comitato stesso o, in sua assenza, dal componente all’uopo delegato e opera conformemente a quanto stabilito dal Consiglio di Amministrazione.

Per la validità delle deliberazioni del Comitato è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti in carica; le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti dei presenti.

Delle deliberazioni del Comitato viene redatto apposito verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.

Le funzioni di Segretario del Comitato Esecutivo sono esercitate dal Segretario del Consiglio di Amministrazione o, in sua assenza, dal suo sostituto, se nominato.

 

Art. 18

 

Ai membri del Consiglio di Amministrazione spetta il compenso stabilito dall'Assemblea, così come previsto all’art. 6 del presente Statuto, nonché il rimborso delle spese sostenute in ragione del loro ufficio.

Ai membri del Consiglio di Amministrazione può, inoltre, essere riconosciuta una medaglia di presenza, nella misura stabilita dall'Assemblea, per le riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo.

Non può essere corrisposta più di una medaglia nella stessa giornata.

Per gli Amministratori investiti di particolari cariche si provvede, nell’ambito di quanto disposto dall’art. 6 del presente Statuto, ai sensi dell’art. 2389 terzo comma del Codice Civile.

 

TITOLO VI

 

 RAPPRESENTANZA

 

 Art. 19

 

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza legale della Società con l’uso anche della firma sociale, sia di fronte ai terzi che in giudizio, con la facoltà di promuovere azioni, impugnative e istanze avanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa.

Al Direttore Generale compete la rappresentanza generale ed institoria della Società e la firma sociale, fatti salvi i limiti previsti dal presente Statuto nonché eventualmente determinati dal Consiglio di Amministrazione in sede di delega.

Il Consiglio di Amministrazione può altresì attribuire, su proposta del Direttore Generale, la firma sociale a dirigenti, quadri direttivi e dipendenti della Società, con determinazione dei relativi poteri, dei limiti e delle modalità di esercizio.

Il Consiglio di Amministrazione può inoltre, ove necessario, conferire mandati e procure, anche generali, a terzi, persone fisiche o giuridiche, per il compimento di singoli atti o categorie di atti.

 

TITOLO VII

  

DIREZIONE

  

Art. 20

 

Il Direttore Generale è a capo della struttura organizzativa e del personale della Società.

Il Direttore Generale esegue le deliberazioni degli Organi Amministrativi ed esercita le proprie attribuzioni nell'ambito di quanto stabilito dal presente Statuto e dai regolamenti nonché dalle deleghe conferitegli dal Consiglio di Amministrazione.

In particolare il Direttore Generale:

a) provvede all'organizzazione dei servizi ed uffici della Società e determina le attribuzioni e la destinazione del personale in conformità agli indirizzi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione;

b) propone, per le deliberazioni da adottarsi dal Consiglio di Amministrazione e dal Comitato Esecutivo, secondo le rispettive competenze, tutte le operazioni e gli affari opportunamente istruiti e dispone per l’esecuzione delle deliberazioni adottate;

c) compie tutti gli atti per i quali ha avuto delega dal Consiglio di Amministrazione;

d) ordina ispezioni, indagini ed accertamenti presso tutti gli uffici e le dipendenze della Società.

In caso di assenza o impedimento, il Direttore Generale è sostituito dal Vice Direttore Generale, se nominato, ovvero, in caso di assenza anche di questi, dal dirigente designato dal Consiglio di Amministrazione.

Il Direttore Generale può delegare proprie funzioni al Vice Direttore Generale, se nominato.

 

TITOLO VIII

 

 COLLEGIO SINDACALE

 

 Art. 21

 

Il Collegio Sindacale è composto da tre Sindaci Effettivi e due Sindaci Supplenti, che durano in carica tre esercizi, con i compiti, i poteri e gli obblighi stabiliti dalla normativa per tempo vigente.

Ai componenti il Collegio Sindacale spetta il compenso stabilito dall’Assemblea, così come previsto all’art. 6 del presente Statuto, per l’intero periodo di durata della carica, nonché il rimborso delle spese sostenute in ragione del loro ufficio.

Ai componenti il Collegio Sindacale può, inoltre, essere riconosciuta una medaglia di presenza, nella misura stabilita dall’Assemblea, per le riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo.

Non può essere corrisposta più di una medaglia nella stessa giornata.

Il Collegio Sindacale segnala al Consiglio di Amministrazione le carenze e le irregolarità eventualmente riscontrate ed informa senza indugio la Banca d’Italia e la Consob di tutti i fatti o gli atti di cui venga a conoscenza che possano costituire un’irregolarità nella gestione della Società o una violazione delle norme disciplinanti l’attività bancaria.

Le adunanze del Collegio Sindacale possono svolgersi per audio e video conferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati da ciascuno di essi e sia loro consentito di seguire la discussione e di intervenire tempestivamente alla trattazione degli argomenti affrontati. Verificandosi tali presupposti, l’adunanza si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente del Collegio Sindacale.

I componenti del Collegio Sindacale devono possedere i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza disposti dalla disciplina legale e regolamentare, come definiti dall’art. 2399 del Codice Civile (Cause di ineleggibilità e di decadenza) e dal Codice di Autodisciplina delle società quotate emanato da Borsa Italiana SpA, di tempo in tempo vigente.

Il Collegio Sindacale provvede alla verifica del rispetto dei criteri di indipendenza dei propri Componenti, dopo la nomina e con cadenza annuale, come previsto dal citato Codice.

 

Presso le società nelle quali la Società detenga, anche indirettamente, una partecipazione strategica, i componenti del Collegio Sindacale non possono assumere cariche in organi diversi da quelli con funzione di controllo. Si intende come partecipazione strategica la partecipazione che sia almeno pari al 10% del capitale sociale o dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria della società partecipata e al 5% dei fondi propri, come definiti dalla normativa di Vigilanza, della Società.

La nomina dei Sindaci avviene sulla base di liste nelle quali ai candidati è assegnata una numerazione progressiva.

Ciascuna lista è composta di due sezioni, in cui sono indicati distintamente i candidati alla carica di Sindaco Effettivo e i candidati alla carica di Sindaco Supplente.

Ciascuna lista deve essere presentata da tanti Soci che rappresentino almeno il 2% del capitale avente diritto di voto.

Le liste sottoscritte da un numero non sufficiente di presentatori non sono ammesse al voto dell’Assemblea.

Le liste devono essere depositate presso la sede della Società almeno sette giorni prima di quello fissato per l’Assemblea, da non computarsi nel termine.

Ciascuna lista, a pena di inammissibilità, deve essere accompagnata da adeguati e chiari curricula, da pubblicarsi nelle forme più opportune individuate dal Consiglio di Amministrazione, contenenti le caratteristiche personali e professionali; l’elenco degli incarichi di amministrazione e controllo da essi ricoperti presso altre società; la dichiarazione dei medesimi candidati attestante l’inesistenza di cause di incompatibilità e ineleggibilità e il possesso dei requisiti previsti dalla disciplina legale e regolamentare; nonché le dichiarazioni dei soggetti legittimati che presentano la lista o che concorrono a presentare la lista, diversi da quelli che detengono anche congiuntamente una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestante l’assenza di rapporti di collegamento con costoro previsti dalle disposizioni legislative o regolamentari vigenti per la elezione degli amministratori di società quotate o, in mancanza, per la elezione dei sindaci delle stesse.

Ciascun Socio può presentare e votare una sola lista.

 

Nel caso di presentazione e ammissione di più liste, all’elezione dei Sindaci si procede come segue:

a) dalla lista che ha ottenuto in Assemblea il maggior numero di voti sono nominati, in base all’ordine progressivo con il quale sono stati elencati nelle sezioni della lista, due Sindaci Effettivi ed un Sindaco Supplente;

b) dalla seconda lista che ha ottenuto in Assemblea il secondo maggior numero dei voti sono nominati, in base all’ordine progressivo con il quale sono elencati nelle sezioni della lista, un Sindaco Effettivo ed un Sindaco Supplente.

Nell’ipotesi che più liste abbiano ottenuto lo stesso numero di voti, si procede ad una nuova votazione di ballottaggio tra tali liste. Risultano eletti i candidati della lista che ottiene la maggioranza semplice dei voti.

In ipotesi di presentazione o di ammissione di una sola lista tutti i Sindaci da eleggere sono nominati da questa, qualora abbia ottenuto la maggioranza dei consensi.

Nel caso in cui, per qualsiasi motivo, non venga presentata o non venga ammessa alcuna lista o le liste ammesse non consentano per qualsiasi ragione la nomina integrale del Collegio Sindacale, l’Assemblea provvede alla nomina dei sindaci necessari con delibera assunta a maggioranza dei votanti sulla base di candidature proposte dai Soci nella stessa Assemblea secondo le disposizioni di legge vigenti.

E’ eletto alla carica di Presidente del Collegio Sindacale il candidato al primo posto della sezione dei candidati alla carica di Sindaco Effettivo della lista risultata seconda per numero di voti, a condizione che essa abbia raccolto il voto di tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale avente diritto di voto.

In mancanza è eletto alla carica di Presidente del Collegio Sindacale il candidato al primo posto della sezione dei candidati alla carica di Sindaco Effettivo della lista risultata prima per numero di voti.

In caso di cessazione di un Sindaco Effettivo subentra il Sindaco Supplente appartenente alla medesima lista di quello cessato.

Nell’ipotesi di cessazione del Presidente del Collegio Sindacale, assume la carica il Sindaco che gli subentra ai sensi del comma precedente.

 

CONTROLLO CONTABILE

  

Art. 22

 

Il controllo contabile è esercitato da una Società di Revisione nominata ai sensi dell’art. 6 del presente Statuto.

La Società incaricata della revisione legale dei conti e il Collegio Sindacale coordinano nel continuo le attività svolte.

La Società di Revisione segnala al Collegio Sindacale e al Consiglio di Amministrazione gli eventuali rilievi emersi nell’espletamento dell’incarico ed informa senza indugio la Banca d’Italia di tutti i fatti o gli atti di cui venga a conoscenza che possano costituire un’irregolarità nella gestione della Società o una violazione delle norme disciplinanti l’attività bancaria.

Il contenuto delle attività di revisione legale dei conti, le funzioni, le cause di ineleggibilità e di decadenza sono disposte dalla disciplina legale e regolamentare.

 

TITOLO IX

  

COMITATO ETICO

 

 Art. 23

 

Le funzioni consultive per la realizzazione delle finalità di cui all’art. 4, 5° comma, sono affidate ad un Comitato Etico composto da cinque membri nominati dal Consiglio di Amministrazione, scelti da una lista di dieci membri proposti dalla “Assemblea dei Soci Eticredito” costituita nell’ambito della “Associazione Eticredito” avente sede legale in Rimini.

Il Consiglio di Amministrazione della Società ha la facoltà di designare uno dei membri del Comitato Etico, in persona di un membro del Consiglio di Amministrazione stesso.

In tal caso i restanti quattro membri saranno scelti tra i primi otto candidati proposti dalla “Assemblea dei Soci Eticredito”.

Il Presidente del Comitato Etico è nominato dallo stesso Comitato, a maggioranza semplice dei votanti.

I membri del Comitato Etico, contraddistinti da specifiche esperienze e da uno spiccato profilo etico e morale, durano in carica 4 anni, sono eleggibili per un massimo di 3 mandati consecutivi e forniscono al Consiglio di Amministrazione consulenza in materia di sviluppo del credito di cui all’art. 4, 5° comma, relazionando semestralmente allo stesso Consiglio sull’attività svolta e sui risultati conseguiti.

I membri del Comitato Etico non hanno diritto a compenso, ma soltanto al rimborso delle spese sostenute.

 

TITOLO X

  

BILANCIO E UTILI

  

Art. 24

L'esercizio sociale si chiude al 31 dicembre di ogni anno.

L'utile netto di esercizio risultante dal bilancio approvato è ripartito come segue:

- il 5% al fondo di riserva ordinario sino a che questo abbia raggiunto l'importo previsto dalle vigenti leggi;

- almeno il 5% ad ulteriore fondo di riserva;

- il residuo a remunerazione delle azioni nella misura che, su proposta del Consiglio di Amministrazione, viene fissata dall'Assemblea, salvo che la stessa non deliberi una diversa destinazione.

 

Art. 25

 

Per tutto quanto non è altrimenti disposto dal presente Statuto si applicano le norme di legge.

 

Art. 26

  

SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

  

1. In ogni caso di scioglimento, l’Assemblea nomina i liquidatori, stabilisce i loro poteri, le modalità della liquidazione e la destinazione dell’attivo risultante dal bilancio finale.

2. Per la liquidazione della Società e per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto, si applicano le disposizioni di legge.

 

Art. 27

 

CLAUSOLA ARBITRALE

 

 1. Qualsiasi controversia dovesse insorgere che riguardi l’interpretazione o l’applicazione delle disposizioni statutarie e/o regolamentari dovrà essere risolta da un Collegio arbitrale secondo il Regolamento della Camera Arbitrale Nazionale e Internazionale di Bologna. Il Collegio Arbitrale sarà composto di numero 3 (tre) arbitri, tutti nominati dalla Camera Arbitrale di Bologna.

2. L’arbitrato sarà rituale ed il Collegio Arbitrale deciderà secondo diritto.

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