Per comprare casa non serve necessariamente fare un mutuo, esistono delle alternative per avverare il proprio sogno senza fare un finanziamento.
Comprare casa oggi sembra più semplice di qualche anno fa: i tassi sono scesi, le offerte non mancano e il mercato prova a ripartire. Eppure, per molti aspiranti proprietari, c’è ancora un ostacolo grande quanto un portone blindato: il mutuo. Garanzie, anticipo, tempi lunghi. Tutti elementi che possono trasformare un sogno in una lunga attesa.

Ma cosa succederebbe se esistessero altre strade, meno battute, regolamentate e perfettamente legali, per arrivare comunque alle chiavi di casa? Non tutti lo sanno, ma accanto al finanziamento ipotecario tradizionale esistono forme alternative per acquistare un immobile, ciascuna con regole precise, vantaggi interessanti e anche qualche limite da conoscere bene.
Comprare casa senza fare un mutuo ad oggi è possibile: ecco le alternative che in pochi conoscono
Alcune puntano sulla flessibilità, altre sulla gradualità, altre ancora su formule ibride tra affitto e acquisto. Soluzioni diverse, pensate soprattutto per chi non ha grande liquidità iniziale o non riesce ad accedere subito a un mutuo classico.
1. Prestito casa: quando l’importo fa la differenza
Per cifre contenute, esiste il prestito casa, una forma di finanziamento finalizzato usata di solito per ristrutturazioni o arredi, ma che può coprire anche l’acquisto di un immobile. Il limite? L’importo: difficilmente supera i 50.000 euro. Il vantaggio, però, è evidente: tempi rapidi, meno garanzie e burocrazia ridotta rispetto a un mutuo. Per case di valore elevato resta poco conveniente, ma per acquisti piccoli può essere una scorciatoia efficace.

2. Leasing immobiliare: vivere subito, decidere dopo
Introdotto con la Legge di Stabilità 2016, il leasing immobiliare ribalta lo schema classico.
È la banca (o un intermediario) ad acquistare l’immobile, mentre il privato lo utilizza pagando un canone mensile, più alto di un affitto tradizionale, e una maxi rata finale. La durata minima è di otto anni. Alla scadenza, si può scegliere se:
- acquistare la casa,
- rinnovare il contratto,
- oppure rinunciare.
Tra i punti forti: finanziamento fino al 100% del valore, niente spese notarili iniziali e agevolazioni fiscali per gli under 35.
Tra i contro: un anticipo minimo del 15% e l’impegno della rata finale.
3. Vendita con riserva di proprietà: paghi, vivi, ma non sei ancora proprietario
Qui l’acquirente entra subito in casa, ma la proprietà resta al venditore fino al pagamento completo del prezzo. Se tutto va a buon fine, la casa diventa ufficialmente dell’acquirente solo alla fine. In caso contrario, il contratto può essere risolto, con restituzione delle somme versate (al netto di indennizzi). Un dettaglio importante: eventuali ipoteche o pignoramenti del venditore non ricadono sull’acquirente. Lo svantaggio principale? Le imposte si pagano subito, anche se la proprietà non è ancora pienamente trasferita.
4. Rent to buy: dall’affitto all’acquisto
Il rent to buy è pensato per chi vive da anni in affitto ma non riesce ad accedere a un mutuo. Si firma un normale contratto di locazione, con una clausola che consente l’acquisto futuro. Il canone è più alto (dal 10% al 25%, a volte di più) perché una quota viene accantonata come anticipo sul prezzo finale. Alla scadenza, l’inquilino decide se comprare o meno. Nel frattempo, tasse e Imu restano a carico del proprietario fino al rogito.





