Nuovo bonus anziani, fino a 1400 euro, ma per poterlo avere devi rientrare in questa fascia d’età: ecco di cosa si tratta e quali sono i requisiti necessari.
C’è una misura che continua a passare quasi inosservata, pur muovendo cifre importanti e incidendo in modo concreto sulla vita di molte famiglie. Non è una novità annunciata a gran voce, né un bonus “una tantum” da spendere rapidamente. È qualcosa di più strutturato, più delicato. E soprattutto riguarda una fascia di popolazione spesso dimenticata.

Si parla di assistenza, di fragilità, di quotidianità che non può più essere affrontata da soli. Un intervento che nasce con l’obiettivo dichiarato di permettere alle persone più anziane di restare a casa, evitando ricoveri e istituzionalizzazioni forzate. Ma i dettagli – quelli che fanno davvero la differenza – emergono solo guardando più a fondo.
Requisiti e modalità per poter accedere al nuovo bonus anziani: fino a1400 euro
Il meccanismo non è immediato e non si tratta di un semplice assegno mensile uguale per tutti. La prestazione, infatti, è costruita su due livelli economici distinti, entrambi gestiti dall’INPS, che insieme possono arrivare a una cifra mensile considerevole. Da un lato c’è un contributo già noto, dall’altro una quota aggiuntiva che entra in gioco solo in presenza di condizioni particolarmente gravi. Ed è proprio qui che il legislatore ha voluto concentrare l’intervento: sostenere chi ha un bisogno assistenziale continuo e documentato, non chi presenta una difficoltà generica.
La misura in questione è il bonus anziani 2026, introdotto dal decreto legislativo 29/2024, noto come decreto Anziani. È destinato esclusivamente agli over 80 che si trovano in una condizione di gravissima non autosufficienza e può essere richiesto fino al 31 dicembre di quest’anno.

L’importo massimo mensile, pari a 1.392 euro, nasce dalla somma di:
- una quota fissa, che coincide con l’indennità di accompagnamento (circa 542 euro al mese);
- una quota integrativa, chiamata assegno di assistenza, pari a 850 euro, pensata per coprire i costi dell’assistenza professionale domiciliare.
Non tutti, però, possono accedervi. Per ottenere il bonus è necessario possedere contemporaneamente tutti questi requisiti:
- aver compiuto almeno 80 anni;
- essere già titolari dell’indennità di accompagnamento;
- avere un ISEE sociosanitario inferiore a 6.000 euro (soglia che potrebbe essere rivista in futuro);
- vedersi riconosciuto dall’INPS un bisogno assistenziale gravissimo.

Ed è proprio quest’ultimo punto il più delicato. Non basta un’invalidità al 100%. Il bisogno gravissimo rappresenta un livello superiore di compromissione e viene valutato dall’INPS tramite una valutazione multidimensionale a punteggio. Attraverso un questionario standardizzato, vengono analizzate:
- le limitazioni nelle attività quotidiane;
- le funzioni cognitive;
- eventuali disturbi comportamentali.
Per accedere al bonus è necessario raggiungere almeno 8 punti, a dimostrazione di una condizione che richiede assistenza continua, la cui interruzione potrebbe comportare rischi gravi per la salute o per la vita.
Come si presenta la domanda e quando si perde il beneficio
La richiesta deve essere inoltrata esclusivamente online, tramite il portale INPS, utilizzando le credenziali digitali. Una volta accolta, però, il bonus non è “automatico per sempre”. La quota da 850 euro può essere revocata se:
- non viene utilizzata per pagare assistenti familiari regolarmente assunti;
- non si dimostrano le spese sostenute (buste paga, fatture);
- vengono meno i requisiti, come il superamento della soglia ISEE o la sospensione dell’indennità di accompagnamento.
Inoltre, l’INPS effettua controlli trimestrali per verificare che l’assegno venga realmente usato per l’assistenza.
Un aiuto che c’è, ma va conosciuto
Il bonus anziani 2026 non è una misura simbolica, ma un sostegno concreto che può fare la differenza tra l’autonomia residua e l’isolamento. Il problema è che molti non sanno di poterne avere diritto o non conoscono le condizioni precise per non perderlo.





